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ALBERTO PATRUCCO
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CHI NON LA PENSA COME NOIPatrucco canta Brassens |
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VEDO BUIOI monologhi |
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NECROlogicaUn libro lapidario di Alberto Patrucco - Intervista a RAI NEWS |
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HELPPatrucco allo spettacolo "Help!" [video] |
Voce profonda, almeno quanto i temi che affronta con apparente leggerezza, abito di scena scuro, in omaggio alla scuola minimalista che imponeva massima attenzione alle mani e al volto, si presenta in palcoscenico semplicemente con la sua faccia e la sua verve. È Alberto Patrucco, classe 1957, attore comico di prima grandezza, ben noto alle plateee italiane per il suo incontenibile eloquio, fondato sull'innata capacità di plasmare il linguaggio e i fatti. Nei testi che scrive e recita anche in televisione, c'è sempre il filo di un ragionamento che, dopo e al di là dell'effetto comico, fa meditare. Con Mondadori ha pubblicato Tempi Bastardi (2003) e Vedo Buio! – manifesto del pessimismo comico (2006).
BIOGRAFIA LE ORIGINI – LA FORMAZIONE (1976 - 2000)
Alberto Patrucco si avvicina al mondo artistico attraverso la musica. Suona il pianoforte dall'età di nove anni, poi, come spesso accade, si innamora della chitarra, strumento più agile e teatrale. Questa formazione, la conoscenza del ritmo e della musicalità, avrà un peso determinante nella costruzione del suo modo di fare teatro e dei suoi monologhi. Debutta ufficialmente nel 1976 al "Teatro Cabaret La Bullona" in Corso Sempione a Milano. Alla corte di Ferruccio Silvano, il direttore artistico del locale (uno che, prima di mandare in scena qualcuno, voleva leggere il testo scritto…), Patrucco entra in contatto con il mondo del cabaret e assimila l'etica e il modo di intendere e fare spettacolo di quegli anni.
Il "battesimo" avviene in una serata con Gianni Magni, il mitico Gufo scomparso nel 1992. Tra i suoi compagni di viaggio di quegli anni ricordiamo il grande Gianni Cajafa, Roberto Brivio, Walter Valdi e l'allora giovanissimo Maurizio Micheli. La proposta artistica di Patrucco è semplice e in linea coi tempi: monologhi e ballate, eseguite al pianoforte o alla chitarra, per raccontare storie con parole e canzoni originali, per lo più umoristiche.
Tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anni '80, inizia un'intensa attività in molti locali milanesi (tra cui, "Il Jolly", "Il Refettorio", "Le Cupole", "La Brasa"…) e affronta, nelle allora nascenti tivù private, le prime esperienze televisive (in particolare, su "Antenna Nord" – l'attuale "Italia 1", allora di proprietà dell'editore Rusconi – conduce "DEDICOMANIA", un programma comico ispirato dal vivace mondo delle radio libere).
Con il boom commerciale del cabaret, sulla scia della fortunata trasmissione "DRIVE IN", Patrucco, grazie alle sue grandi doti dimostrate sul palco ed al proliferare di agenzie di spettacolo, allarga il suo raggio d'azione in tutta Italia. Dal 1980 al 1990 propone una serie di spettacoli che a buon diritto entrano nella storia di questo genere.
Abbandonata la musica, per un decennio sperimenta e approfondisce il monologo satirico puro, sviluppando uno stile personale e inconfondibile, riprendendo le canzoni solo in qualche occasione. Sono di quegli anni gli spettacoli: "GIRA LA TERRA GIRA", "SUPERFLUOMANIA", "KITSCH BOOM", "PESI MASSIMI" e "CONTROMANO".
L'ESPERIENZA TELEVISIVA E IL "PESSIMISMO COMICO" (2000 – 2007)
A partire dal 2000, Patrucco inizia un rapporto costante con la televisione passando, prima attraverso "ZELIG" (2000 – 2003), per approdare poi alla trasmissione "COLORADO CAFÉ" (2004 – 2006) e diventando un personaggio di punta richiesto come ospite anche in altre trasmissioni nazionali ("FUNARI NEWS", "BALLARÒ"...)
È in questo periodo che elabora l'argomento centrale del suo cabaret, ovvero, l'originale tesi del "pessimismo comico" che prenderà vita attraverso tappe precise e ben delineate: Dal 2000 al 2005 elabora "TEMPI BASTARDI" (libro MONDADORI e spettacolo)
Dal 2006 "VEDO BUIO!" (libro MONDADORI e spettacolo)
Dal 2002 l'impegno creativo, motore degli spettacoli dal vivo, delle pubblicazioni e dei monologhi televisivi, è condiviso con Antonio Voceri.
Nel 2005, gli viene assegnato il "PREMIO CHARLOT (Cabaret con la K)". E, nel 2007, il "PREMIO WALTER CHIARI", il "PREMIO SATIROFFIDA" e il "DELFINO D'ORO".
Tutta l'opera di Alberto Patrucco si può considerare come un gigantesco work in progress che ruota attorno alla spiazzante tematica del "pessimismo comico".
L'autore è alla perenne ricerca della singolare normalizzazione di questo tema che racchiude la sua visione del mondo. Sul palcoscenico e nei suoi libri Patrucco sviscera la realtà rivoltandola e trovando gli amari ed esilaranti lati comici.
Patrucco si caratterizza per un accostamento corretto alle varie forme di comunicazione che si trova ad affrontare. Per lui esiste una chiara distinzione tra approccio al libro e approccio allo spettacolo. La scrittura rimane l'elemento centrale del discorso artistico, il punto di partenza: il contenuto comico è più importante dell'effetto esilarante.


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